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Premesso che:

1) Il Wall street journal ha uno dei bacini di utenza più redditizi del mondo, persone molto agiate, che possono permettersi l'acquisto di beni di lusso

 
2) I suoi lettori si aspettano indicazioni su come operare sui mercati finanziari, non può raccontare troppe fregnacce prive di fondamento (stile "Libero" o "Il giornale") ma deve avere analisti e redattori in gamba.

 
3) Giornali di massa come Repubblica o il Corriere devono confortare/intrattenere gente che non vuole avere troppe preoccupazioni, che una testata economica deve dare indicazioni precise di breve e medio termine a persone che conoscono le dinamiche del sistema economico e le sfruttano per ricavarne profitto, in altre parole bando alle ciance e alle fole, qui si tratta di soldoni.
 
In quest'ottica sta raccontando la tragedia greca attuale. Da un lato evidenziando come l'aumento del tasso di suicidi testimoni che i greci siano vittime delle loro colpe. Dall'altro individuando i colpevoli dell'aggravarsi della situazione: gli strozzini, greci anch'essi.
 
Gli articoli (qui e qui), ben orchestrati, dipingono un affresco della cultura della piccola impresa greca e dei suoi errori. In particolare viene raccontata la storia di un commerciante di frutta e verdura che riesce ad accumulare debiti per quasi un milione di euro sfruttando l’emissione di assegni postdatati. Un assegno postdatato è la versione fatta in casa dei famosi titoli derivati, che la “grande” finanza propone ai risparmiatori di mezzo mondo. In
pratica, ti firmo un assegno oggi con data posticipata nel futuro. Il tempo può riservare brutte sorprese però, se chi tenterà di incassare l’assegno scoprirà che il firmatario nel frattempo non è più in grado di onorarlo. A questo punto potrà cercare di venderlo alla banca ad un prezzo scontato, la banca proverà a riscuoterlo con i suoi agenti di riscossione, oppure lo rivenderà a sua volta, per le banche il tempo non è un problema, o
meglio, non lo era fino alla stretta creditizia internazionale di tre anni fa (crisi è un eufemismo per “stretta creditizia”). L’escamotage doveva essere abbastanza diffuso presso la piccola imprenditoria greca, come in molte altre economie a bassa liquidità*, tant’è che i primi ad accorgersene sono stati proprio i piccoli commercianti che si sono ritrovati ad essere vittime e carnefici contemporaneamente, con in cassa decine di assegni privi di valore quando le banche hanno smesso di accettarli. L’altro racconto,
complementare, racconta i meccanismi di complicità nati quando un venditore di attrezzatura ospedaliera si vide dilazionare i pagamenti dalle unità sanitarie a sei mesi o un anno. Tempi normali per un ente in difficoltà ma che può sempre essere privatizzato, forte del flusso incessante di introiti derivante dalla sua attività primaria, ma insostenibili per un cittadino. Il commerciante si appoggia quindi ad una fitta rete di conoscenti, disposti a prestargli contante con tassi d’interesse del 100% e più, alla faccia della solidarietà, fino
all’insolvenza e al conseguente suicidio.

 
Insomma, cari lettori/speculatori, potete ragionevolmente ritenere di avere la coscienza a posto e continuare a giocare in un sistema dove non sarete di certo i carnefici, o quantomeno sarete in buona compagnia...
Infine Il tasso di suicidi come indicatore economico: se tanta gente si suicida, non c'è speranza per il futuro, si può speculare sul fallimento/suicidio della Grecia come molto probabile.
 
Sarà meglio cominciare a raccontare altre storie, in italiano!
 
 
 
Da intendersi non in senso geografico, bensi classista: sei benestante? Non rischio alcunchè, o quasi, a prestarti denaro, in caso contrario mi paghi il rischio di insolvenza, tanto non hai alternative…