Workshop #Networkpolitics
Gli usi della rete nelle lotte globali
@BartlebyBologna - 10 Dicembre, ore 16
Dal Chiapas 1994 passando per Seattle le lotte nella rete cominciano afferrando la rete per diffondere la protesta contro gli effetti devastanti delle politiche neoliberali, dalle lotte indigene per l’autonomia fino ai centri delle riunioni dei grandi. Alcuni teorici della rete sostenevano e sostengono ancora la simmetria tra libertá digitale e libertá dallo sfruttamento tradotto nel feticismo del valore d’uso. Insomma la storia dei sostenitori della rete comincia con una mistificazione di fondo che consiste nel pensare che ci sia un capitalismo sostenibile e che siano le regole ad essere sbagliate. Un altro genere di romantici invece demonizzano la rete come il Grande Fratello che controllato dalle multinazionali della rete e delle politiche statali muovono capitale e profitti parallelamente allo spostamento dell’opinione pubblica attratta dai grandi poli.
Sta di fatto che non ci sarebbe stato un 15 ottobre globale senza l’occupazione di Wall Street, tantomeno gli indignados spagnoli senza una primavera araba: la rete ha giocato un ruolo indispensabile nella risonanza dei conflitti di questi ultimi due anni.
Se il capitale è una relazione sociale anche nella rete come prodotto della relazione tra forze produttive e rapporti di produzione le linee di fuga sono interne e ambivalenti: è dentro questo rapporto che si gioca l’autonomia dei movimenti, non solo sul piano della pubblicitá dei contenuti ma soprattutto nella logica sottostante la pubblicazione. Con questo non si vuole attribuire alla rete delle proprietà radicali intrinseche ma diventa immediatamente radicale quando le pratiche politiche sono costruite nelle discussioni dentro i forum o nelle reti sociali, ovvero quando rompe la solitudine per fare moltitudine. Le macchine tecniche sono sempre macchine sociali, dunque non si possono pensare i soggetti distinti dagli oggetti. La dimensione trasnazionale delle lotte nella rete è immediata dalle acampadas ai riot, dai book bloc al 15 ottobre globale. E immediatamente dentro l' uso delle reti si ridefiniscono nuovi esercizi di condivisione, partecipazione e creazione politica.
È a partire da questi nuovi stili, e da alcune sperimentazioni che vogliamo tenere questo workshop, a partire forse da una distinzione semplificatoria e artificiale. Come le reti ridefiniscono il rapporto con i flussi informativi mainstream da un lato, e come dall' altro allargano le capacità connettive e produttive dei movimenti? Possiamo immaginare dei nuovi strumenti che permettano questo allargamento della partecipazione e di costruzione della decisione collettiva? Anche a partire da quelli che già esistono perchè sperimentati nello spazio delle lotte globali dentro e contro la crisi.
La seconda parte del workshop sarà dedicata alla contestualizzazione degli strumenti che hanno offerto delle condizioni di novitá ma anche di possibilità per i nuovi movimenti.
Invitiamo le/i partecipanti a portarsi il computer!
Chi possiede una internet key è invitato a portarla.
Il workshop si terrà a Bartleby, sabato 10 dicembre a partire dalle 16.
Nella prima parte verrà introdotto il workshop e gli ospiti, si lascerà spazio agli interventi dei relatori e si aprirà un dibattito sugli usi della rete.
Dopo una breve pausa di passerà al lato più pratico del workshop, presentazione degli strumenti e loro utilizzo all'interno delle manifestazioni degli ultimi anni.
Relatori:
Dario Lovaglio (Universidad Nomada)
Benedetto Vecchi (giornalista Manifesto)
Tiziana Terranova (Università l'Orientale - Napoli)
Benedetto Vecchi (giornalista Manifesto)
Tiziana Terranova (Università l'Orientale - Napoli)
Twitter: @Net_Politics_
hashtag #netpolitics
Qui la pagina del workshop in continuo aggiornamento con una raccolta di materiali utili alla discussione.
Qui i VIDEO dell'incontro
















